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Azienda Sanitaria dell'Alto Adige | 08.04.2019 | 15:59

2° congresso “Medicina e migrazione”

Le persone in fuga spesso subiscono violenze sia fisiche che psichiche: dalla tortura allo stupro o altri gravi traumi. La legislazione stabilisce che ogni persona ha diritto alle cure mediche di base. Nel corso di una conferenza tenutasi lo scorso fine settimana a Bolzano, esperti ed esperte hanno discusso diversi aspetti riguardanti questo argomento.

2° congresso "Medicina e migrazione"Zoomansicht2° congresso "Medicina e migrazione"

Durante le due giornate di conferenza sono state affrontate tematiche come l'educazione sessuale, ma anche la prostituzione, la tratta delle donne, la circoncisione - questioni con cui gli operatori sanitari e sociali si confrontano ripetutamente quando interagiscono con rifugiati e migranti. Ulteriori ambiti etici, nei quali potrebbero nascere conflitti, sono anche quelli riguardanti le persone più anziane provenienti da culture straniere.

Erwin Steiner ha sottolineato il ruolo della psicologia d'emergenza raccontando, tra l’altro, episodi della sua vita quotidiana. Guido Veronese, noto esperto di trauma individuale e collettivo presso l'Università Bicocca di Milano, ha spiegato dal punto di vista psicologico le conseguenze invisibili del dover fuggire. Franco Perino, dermatologo dell'ospedale di Bolzano, ha parlato delle tracce di tortura evidenti sulla pelle di alcuni profughi e dei metodi utilizzati per riconoscere e curare queste lesioni.

Sebbene il numero di rifugiati e migranti sia in calo, continuano ad esserci persone che hanno bisogno di assistenza sanitaria. Si tratta di una sfida particolare, perché spesso si aggiungono problemi di comunicazione linguistica che possono essere risolti solo con l'aiuto di un mediatore interculturale. Ciò è ancor più necessario in caso di donne con bambini piccoli o in stato di gravidanza, come quelle ospitate presso l'ex struttura di Lemayr. Anche molte di loro sono purtroppo state vittime di violenza mentre raggiungevano l’Europa. A loro sono garantite le cure di base, che sono urgentemente necessarie: "Le cure mediche di base sono prescritte per legge, non solo per ragioni umanitarie, ma anche per ragioni socio-economiche: più tardi qualcuno viene curato, più alti sono i costi per la collettività", spiega Maximilian Benedikter, responsabile dell'ambulatorio STP (stranieri temporaneamente presenti) dell'ospedale di Bolzano, attivo dal 2007 e che assiste circa 1.400 pazienti all'anno.

Il team STP è composto da 13 medici provenienti dai settori di anestesia, ORL, ematologia, chirurgia vascolare, malattie infettive, medicina interna e pediatria. Le prestazioni vengono fornite anche dal servizio per la Medicina di Base e da un'infermiera. "Ognuno di noi lavora una o due volte al mese, sia presso l’ambulatorio STP che nei vari centri di prima accoglienza", spiega la Coordinatrice tecnico-assistenziale Astrid Santoni.

Un esame iniziale controlla lo stato di salute del paziente e lo documenta, seguito da esami del sangue, radiografia ai polmoni e, se necessario, da vaccinazioni.

Su richiesta della Procura della Repubblica, viene verificata l'età dei minori non accompagnati (radiografia del polso, visita pediatrica).

Per il Direttore sanitario Thomas Lanthaler è importante che esperte ed esperti si scambino informazioni su questo tema in modo interdisciplinare: "Per noi medici non è possibile chiudere gli occhi di fronte a questa sfida a livello europeo. Tuttavia, dobbiamo lavorare per fornire un'assistenza di base che corrisponda alla moderna medicina. Ciò comprende un'adeguata prevenzione, la cura dei bambini e delle donne incinte, ma anche la corretta gestione di questioni come quella della violenza sessuale".

Approfondire e oggettivare il complesso tema migrazione-cure mediche è stata la particolare esigenza degli organizzatori della due giorni del congresso, Tanja Nienstedt, direzione scientifica, Astrid Santoni e Maximilian Benedikter. Il gruppo target dell'evento è stato il personale medico e non medico dell'Azienda Sanitaria altoatesina e rappresentanti di altre organizzazioni o professionisti che operano localmente nel settore dei rifugiati e della migrazione. E’ stato invitato anche l'assessore alla Sanità Thomas Widmann.

Tanja Nienstedt: “La particolarità dell'evento è stata quella di colmare il divario tra il dibattito medico, etico e socio-antropologico sulla migrazione e le esperienze dei professionisti sanitari e dei volontari impegnati. L'obiettivo era quello di sviluppare e offrire conoscenze teoriche e pratiche per l'assistenza sanitaria dei migranti nella Provincia Autonoma di Bolzano e di creare reti transnazionali per formare in modo più mirato il personale medico e non medico.”

Tanja Nienstedt lavora come medico di medicina generale a Bolzano ed è vicepresidente dell'associazione "Medici dell’Alto Adige per il Mondo”, Astrid Santoni è coordinatrice tecnico assistenziale dei poliambulatori e dell’ambulatorio STP a Bolzano, Maximilian Benedikter è Dirigente medico in Anestesia e fondatore del Servizio territoriale Profughi a Bolzano.

L'orientamento tematico del congresso si basava sulla convinzione che le competenze mediche e delle professioni sanitarie devono essere integrate da competenze sociali e culturali.

15  esperti relatori nazionali e internazionali hanno trattato un'ampia varietà di argomenti con discorsi autorevoli:  cure mediche primarie dei rifugiati, politiche di integrazione dell'immigrazione, aspetti medici nel contesto interculturale, conseguenze della fuga (traumi psicologici, tracce di tortura in dermatologia), ruolo della mediazione culturale nella comunicazione, nonché aspetti medici e infermieristici, antropologici ed etici della malattia, della guarigione e della morte in un altro contesto culturale.

Il numero elevato di partecipanti al congresso (150) conferma l’esigenza da parte del personale sanitario di acquisire non solo conoscenze pratiche, ma anche competenze interculturali.

Informazioni per i media:
Ripartizione Comunicazione, Marketing e Relazioni con il Pubblico dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, tel. 0473 263806

(SF/TN)


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