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Ospedale di Merano | 17.10.2019 | 16:59

10 anni di Servizio sociale presso l’Ospedale di Silandro:una risposta alle mutate circostanze di vita

Ciò che ha iniziato come un cauto tentativo di sostenere persone con difficoltà psico-sociali, all’Ospedale di Silandro è divenuto al giorno d’oggi un servizio di cui è difficile pensare di poter farne a meno. Non sono solo le circostanze di vita cambiate a contribuire al bisogno di questo tipo di assistenza ma anche gli aumentati obblighi legali.

d.s.a.d.: Katherina Horrer, Susanne Pragal, Robert Rainer e Walburg WielanderZoomansichtd.s.a.d.: Katherina Horrer, Susanne Pragal, Robert Rainer e Walburg Wielander

La figura professionale dell’assistente sociale negli ospedali è giuridicamente regolata a livello nazionale dal 1968 e da 39 anni anche in alto Adige. Se tutto ha avuto inizio con un’unica collaboratrice in servizio a Bolzano, oggi questa figura è presente non solo a Bolzano ma anche a Merano, Silandro, Brunico, Bressanone e Vipiteno. Attualmente negli ospedali altoatesini sono occupati 14 assistenti sociali, che dipendono gerarchicamente dalle rispettive direzioni mediche. Il servizio sociale può essere contattato dal personale, o dagli stessi interessati o loro familiari. 

Susanne Pragal, medico presso il Day hospital all’Ospedale di Silandro, ha riconosciuto ben presto le tante difficoltà sia burocratiche che psicosociali con cui soprattutto i suoi pazienti oncologici, causa la patologia, sarebbero stati confrontati. “Durante la mia formazione di palliative-care ho conosciuto questa figura professionale di assistente sociale e mi sono impegnata insieme all’allora Dirigente medico Anton Theiner, affinché venisse introdotta nel nostro ospedale. Nell’autunno del 2009, ormai 10 anni fa, all’Ospedale di Silandro ha iniziato il servizio la prima assistente sociale Walburg Wielander.” 

L’attuale direttore medico Robert Rainer ne è soddisfatto: „Walburg Wielander nei 7 anni di lavoro ha sviluppato un servizio che oggigiorno è impensabile poter farne a meno. Negli anni successivi le collaboratrici, che ne sono seguite, hanno rilevato un ambito ben consolidato e che funziona molto bene. Sempre più spesso constatiamo che dal punto di vista medico è stato fatto tutto ma che sorgono problematiche nella famiglia, nella sistemazione ed il reinserimento del paziente. In ospedale un servizio assistenziale funzionante può essere considerato come una rete, che si prende cura della persona anche dopo la dimissione.” 

Se le richieste provenivano all’inizio quasi esclusivamente dal reparto di medicina, oggigiorno il servizio sociale è richiesto in tutti gli ambiti. Riveste un’importante funzione per i/le pazienti, in quanto aiuta a fronteggiare le circostanze di vita cambiate. “In un colloquio con gli interessati si tratta di analizzare e di trovare di concerto con i/le pazienti e loro familiari delle possibili soluzioni tenendo presente le nuove esigenze di accompagnamento e cura”, dichiara l’attuale assistente sociale Katherina Horrer. Ciò avviene in collaborazione con il personale medico ospedaliero ma anche con i servizi nei distretti, così come con le case di riposo e di cura diurne ed i servizi specializzati in tutta la Provincia. 

Per esercitare la professione di assistente sociale sono necessari tre anni di formazione universitaria ed ev. un ulteriore specializzazione della durata di due anni (laurea magistrale). Temi centrali dello studio sono i principi d’ordine sociologico, psicologico e legale. 

Contatto:
Servizio sociale ospedale di Silandro, tel. 0473 735 727, e-mail: Katherina.Horrer2@sabes.it

Orari di apertura:
da lunedí a venerdí, appuntamento su prenotazione 


Informazioni per la stampa:
Sabine Flarer, Ripartizione Comunicazione, marketing e relazioni pubbliche presso il comprensorio sanitario di Merano, tel. 0473 263 806, e-mail: sabine.flarer@sabes.it

(SF/EC)



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