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Azienda Sanitaria dell'Alto Adige | 10.05.2019 | 12:25

„Prenditi cura della vita, ovunque la incontri”

Questa frase di Hildegard von Bingen descrive perfettamente la professione infermieristica: ogni anno, il 12 maggio, si celebra la “Giornata internazionale dell'infermiere”. Che si tratti di ospedali, case di riposo o di cura, distretti o di pazienti bisognosi di cure domiciliari che richiedono lunghi viaggi per essere raggiunti - l'assistenza infermieristica è sempre pronta ad incontrare la vita con competenza, sensibilità e impegno.

"Prenditi cura della vita, ovuque la incontri"Zoomansicht"Prenditi cura della vita, ovuque la incontri"

I tempi sono difficili in tutta Europa: le persone invecchiano e hanno bisogno di assistenza sempre più intensiva. Allo stesso tempo, la diminuzione delle risorse umane costringe tutti gli amministratori ospedalieri a riconsiderare l'impiego del personale. Il "Deutscher Berufsverband für Pflegeberufe" (Associazione professionale tedesca per le professioni infermieristiche) sottolinea che, nei paesi in via di sviluppo, a livello mondiale sono circa otto milioni i decessi dovuti principalmente alla scarsa assistenza sanitaria. Per questo motivo l'Associazione internazionale ha proclamato il motto "Salute per tutti". Un cambiamento di prospettiva è certamente necessario, da „What’s the matter with patients” ("Cosa succede con i pazienti") a „What matters to patients” ("Cosa è importante per i pazienti"). 

Anche la più alta carica dirigenziale dell’Assistenza infermieristica altoatesina, Marianne Siller, responsabile di circa 4.000 infermiere ed infermieri, non può che confermare questo nuovo approccio: "L'infermieristica professionale mette al centro il paziente e i suoi familiari. Le infermiere e gli infermieri non solo sono ben formati, ma sanno anche riconoscere i rischi per la salute e sono attivi nella consulenza e nell'assistenza sanitaria, dalla nascita alla morte. Soprattutto al giorno d’oggi, dove i familiari hanno poco tempo per prendersi cura dei loro parenti anziani e dove le nuove culture ci impongono delle sfide, abbiamo bisogno di persone in grado di agire con competenza sociale, cuore e mente. Sono quindi molto orgogliosa dei nostri ‘uomini’ e delle nostre ‘donne’, che ogni giorno si impegnano in questa professione."

Anche Paola Cappelletti, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche dell'Alto Adige, lo ribadisce: "Noi infermieri abbiamo una formazione accademica e dopo la laurea ci sono molte opportunità per un’ulteriore formazione continua - ad esempio, nella cura della madre e del bambino, nel settore della psichiatria, nella medicina d'urgenza, nel trattamento dell’alimentazione artificiale o come infermieri di famiglia. Questo ci permette non solo di offrire una professione interessante con diverse possibilità di carriera, ma anche di garantire un alto livello di assistenza e cura. La complessità delle malattie croniche o di più quadri clinici contemporanei richiede un alto grado di specializzazione." 

Anche in futuro, quindi, le infermiere e gli infermieri continueranno ad essere vicini alle pazienti ed ai pazienti: sia che si tratti di giorni festivi, di ore notturne o dopo una passeggiata in un rifugio di alta montagna, anche dopo circa 200 anni il personale infermieristico continua a seguire il richiamo di Florence Nightingale, fondatrice della moderna infermieristica. La Giornata dell’Infermiere rappresenta anche l'occasione, sia per la Siller che per la Cappelletti, di dire "Grazie!" a tutte e tutti coloro che si occupano di assistenza infermieristica. 

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(SF/EC)



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